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Starlet and experimental Fluo d.

Fluo d. loves

Pyramid girls. Industrial. Synth.

Starlet loves

Extreme fashion. Industrial. Introspection. Self control.

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Voyeuristic intentions

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The brain can’t stay there

giovedì, 22 dicembre 2005


cyberX-mas

l’alba e luci confuse che si girano ad osservare dei pacchi colorati addormentati sotto l’albero. Non è li che li vuoi? E’ che qui Babbo Natale passeggia in cortile ed è sparito il sole e le renne sono in tavola. E’ che ti va di stargli a fianco per chiedere cosa mi porterai, perché dura solo un giorno e poi l’anno cambia. Ma solo dopo poco. Per dimenticare subito. Questo è il mio regalo per l’anno a venire, ti piace? Un paio di calendari solo con i numeri dall’uno al trecentosessantacinque in ordine rigorosamente sparso. Devi solo metterci le ics ogni volta che hai contato un po’ di luce e un po’ di buio. No, non ha i mesi, neanche le iniziali dei giorni, eh si usa così, sai, per la privacy.
Alienazioni irrisolvibili e pensieri sul cyberpresepe che non si farà vedere mai, almeno da noi.
Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 12:02 commenti (1)


domenica, 16 ottobre 2005


Finisco e arrivo. Quando la porta si apre nel tunnel che porta all’ascensore. Porte chiuse e luce giusta per vedere gli occhi profondi. Come la pupille sono mischiate alle sinapsi. Molto profonda la cosa. Ciò che vedi e ciò che non vedi. Un nero che ti dona. Un bianco che non va oltre lo sguardo riflesso dallo specchio della cabina. Facciamo che si sale. “Ieri avevo in mano troppo alcool”, pensieri remoti per non ascoltare il presente. Che ne dici di Walkin’ in my shoes per iniziare con qualche posizione semplice? Lampade, phon, spille, un coltello che non si sa mai, fili d’acciaio, tanto è tutta semplicità, non complicità, solo semplicità ho detto. L’alternativa è solo umidità in goccioline. Scegli l’alternativa? Potrebbe appartenerti quell’umidità. Di già?

Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 11:43 commenti (1)


sabato, 24 settembre 2005


Polvere rosa, non volevo che polvere rosa, solamente rosa comune a desideri dimezzati. Provavo l’atmosfera rossa, quella che da qualche parte mi entra in simbiosi. Pensavo che l’atmosfera quella che non ha colori è la disprezza arcobaleni. Allora ho incominciato a reciderti i nervi che portano messaggi neuroelettrici a chi in alto decide cosa fare. Non vedi com’è facile? Allora ho incominciato ad osservarti. Allora perché certi suoni mi sembra di non averli mai creati. E’ vero che non li hai mai sentiti?
Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 19:55 commenti


mercoledì, 31 agosto 2005


Ombre mentre ascolto i fratelli chimici. Cerco l’ombra nel tramonto del mattino. Industrial loves song. Con difficoltà trovo l’ombra giusta in quel preciso istante della giornata. Industrial hates song. Mi si avvicina con passi irregolari, con note che tengono in considerazione alterazioni e cromatismi non comuni. Lividi mi scendono lungo le palpebre. Non dovevo fissare lo sguardo del sole troppo a lungo. Lividi si accostano accanto alle labbra. Non dovevo baciare chi non appartiene ai fratelli chimici. La nicotina del pomeriggio mi spiega come osservare le ombre chiare nel buio notturno. Techno smells song.
Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 23:18 commenti


mercoledì, 24 agosto 2005


Ho l'esclusività di un rapporto vissuto tra le ombre morbide e surreali del buio. Del primo buio. Quello morbido che ti inghiotte piano e ti morde dolcemente il collo. Sensualmente e sessualmente stimolante. Una continua ricerca di qualche pace underground. Di qualche fiaba chimicoromantica il cui deisderio mi sconfina in uno stato onirico e molto vicino ad una realtà del tutto personale.

Le mie droghe le mie superstizioni le mie stelle che cadono tra le parole sussurrate che mescolo nello zucchero e tocco con la punta della lingua.

Hai.ascoltato.i.fratelli.chimici.pensandomi.
Fluo?

Starlet

postato da StarletandFluoD alle 20:41 commenti


giovedì, 14 luglio 2005


blackandwhiterussian  

L’incubo dell’aria condizionata si dirige verso la dottoressa che ripara i recettori del freddo indossando il sexycamice per l’inaspettato aperitivo delle sette e qualcosa. Le locuste appollaiate sul bancone valutano se è un bene o un male costruire dei castelli in aria con i tramezzini. La maionese non è gradita.  L’intimo nero col camice bianco sotto una fioca luce rossa. C’era chi urlando note guardava le posizioni macabre accanto alla parte cibernetica del locale. Ci potrebbero sentire o vedere. Potremmo essere da ispirazione per spermatozoi rapiti dal lattice. Vogliono un riscatto pagabile solo con ovuli di primissima qualità. La fertilità non ci appartiene c’era scritto su un cartellone pubblicitario. Clonavano culle.

Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 21:50 commenti


sabato, 02 luglio 2005


CubeHeadShape.

Ho preso i pennarelli e ho fatto dei quadratini sulla testa appena uscita dal rasatore trigonometrico. Sei colori. Ogni colore ha nove quadratini. Rimescoliamo i pensieri. A mano libera ricostruisco le idee colorate. Le istruzioni non sono disponibili sulle riviste di moda algebrica. Reagivo alle sfarzose posizioni del sesso mentre un capillare attraversava la stanza. Non c’era eleganza nel movimento. Mi guardava.

Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 15:17 commenti (1)


martedì, 21 giugno 2005


You too. Dedicated to…  

Fluo resta solo perché ha poca voglia. Poca voglia. La materia grigia è in fissa sull’arcobaleno di mille colori. La materia grigia impreziosisce gli arcobaleni pensanti in bianco e nero. Fai che ci sono tanti raggi di luce che non seccano la pelle. Non trovo ancora…non trovo ancora i coriandoli per la festa di Starlet che deve mettere nero su bianco. Una penna addestrata alla grafia. Grafomania occulta dissolta per la tensione che non c’è.  Il candelabro spezzato cercava luce per costumi afro di siaci. Come fare a vederli? Appiccichiamo coriandoli a cherry lips che è in forno a discutere con le verdure di come sia inverosimile scottarsi nel microonde. Enjoy your paper S.

Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 21:30 commenti


sabato, 28 maggio 2005


 i’m waiting for two apples.

Inizia che il Sole è a cena con l’equatore di Venere. Si presume ci sia da festeggiare qualche happybirthday planetario visto che androidi in camicia da sera si rotolano in danze apparentemente macabre sui cubetti di mattoni rossi fissati al suolo forse dalla gravità. Trasformate le danze in gettoni da juke-box e fate precipitare un prisma di suoni. Come nuotare nel prisma di suoni sul cd che proietta luce perché qui il sole è via. È ora che ci muoviamo a cercare endorfine in microvie dove agli angoli guanti neri cuciono lembi di pelle quasi a modificare individui. Non ne abbiamo abbastanza di endorfine per completare l’opera. Sibili via etere annunciano “gratuite cene saranno ai prossimi compleanni di Giove” e l’alphacosmo si sentirà in debito verso tutti. Prometto la mia tempestiva presenza nei prossimi giorni a venire con le candeline. Questo happybirthday non l’ho mai visto. Non è un gioco a premi ma finisce che mischia le buste e decidi. La carta giallo-dorata da recupero olio decide.

Fluo D.

postato da StarletandFluoD alle 13:06 commenti


lunedì, 23 maggio 2005


Nuoto insieme alle rane in uno stagno di formaldeide.
Sarai inghiottito dalle note liquide in questo preciso istante Fluo.
Mi è avanzato make up, quando ho il ciclo mi trucco di meno. Per avere la pelle semitrasparente.
Aveva la borsa degli E.N. e sapeva troppo di me. Il suo profumo intendi? La sua aura d'argento e i miasmi acidi si riflettevano in qualche immagine distorta,
istantanea, di Starlet e delle sue vene madreperlacee? Di tratti sinuosi che si legano, fili polimerici bioartificiali che ci attraversano per unirci in qualche forma di idealizzazione nevroromantica.
Ho una continua necessità di panorami postonirici in cui completare le frasi che lascio in sospeso.
Mi accontenterei di qualche ninna nanna sussurrata per lasciarla leccarmi le gambe.

Starlet

postato da StarletandFluoD alle 21:44 commenti